Breve storia della Gran Loggia d’Italia degli ALAM

 

Nel 1805 a Milano viene fondato il primo Supremo Consiglio d’Italia: artefice di questa fondazione è il de Grasse-Tilly. Il primo Sovrano Gran Commendatore sarà il figlio adottivo di Napoleone e Vicerè Eugenio Beauharnais. Napoleone Bonaparte viene indicato come “Potentissimo Fratello protettore dell’Ordine”. Il Rito Scozzese si mostra quindi, in Italia, come il riferimento della Massoneria nazionale e da all’attività latomistica l’impulso che le consente di giungere fino ai nostri giorni. Recenti studi (A.A. Mola in “Officinae” n. 1 Marzo 2012 “Il Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato istituì la Gran Loggia d’Italia”) in realtà attestano che il Supremo Consiglio d’Italia fu fondato non a Milano bensì a Parigi dove si erano recati alcuni esponenti della Repubblica Italiana per chiedere a Napoleone di proclamare il Regno d’Italia. Napoleone, non si limitò alla proclamazione del Regno d’Italia ma, per dare consistenza ad una adeguata rete di collegamenti in un paese ancora diviso in Stati creò, con l’ausilio di alcuni massoni francesi, la massoneria di età napoleonica nella quale lo stesso Napoleone assumeva la figura di Vicario del Grande Architetto (vedi: “Estratto de’ primi travagli della Gran Loggia Generale dell’Ordine r.(ea) le della Franca Massoneria Scozzese al Rito Antico et Accettato sotto la denominazione di G∴O∴ d’Italia” – “Extrait des Prémiers  Travaux de la Grande Loge Générale de l’Ordre r(oya)l de la Franc-MaНonnerie Ecoss∴ au Rite Ancien et Accepté sous la denomination de G∴O∴ en Italie”. “Dalla stamperia del G∴O∴d’Italia, 5805 – De l’Imprimerie du G∴O∴ d’Italie, 5805”). Dopo la caduta del Regno d’Italia, il Supremo Consiglio di Milano si sciolse: solamente nell’ottobre del 1859 riprendeva vita il Grande Oriente italiano con la costituzione della loggia “Ausonia” attorno alla quale si strutturò, col tempo,  il “Grande Oriente” italiano. Nel 1864 a Firenze Firenze tra il 21 e il 24 maggio si assistete alla fusione di tre Grandi Orienti che raccolgono un gran numero di Logge che nel tempo hanno animato il panorama libero muratorio nazionale:  il Grande Oriente di Napoli, il Grande Oriente di Torino e il Grande Oriente di Palermo si riuniscono, quindi, in un unico Grande Oriente d’Italia con a capo Giuseppe Garibaldi. Dopo gli eventi di Porta Pia nel 1870 il Grande Oriente d’Italia si trasferì a Roma:  tra il 1871 e il 1872 la Massoneria che era frazionata in  quattro “supremi consigli” di Roma,  di Napoli,  di Palermo e  di Torino (quest’ultimo unico riconosciuto  dalle giurisdizioni Sud e Nord degli USA) vedeva  una prima unificazione dei supremi consigli di Napoli e di Palermo che entrarono  nel Supremo Consiglio di Roma. Nel 1887 vi confluirà anche Torino. Il 18 Febbraio 1908 si riunisce il Governo per raccogliere l’invito del Consiglio di Stato: in quella circostanza  viene proposta la mozione Bissolati che, in sostanza, impegnava “il Governo ad assicurare il carattere laico della scuola elementare vietando che in essa venga impartito, sotto qualsiasi forma, l’insegnamento religioso”. Accanto alla mozione Bissolati è l’emendamento Moschini che ne corregge l’estremismo. Il gran maestro Ettore Ferrari, che appoggiava pienamente Bissolati, decreta l’espulsione di quanti non avessero approvato la mozione. Il 27 Febbraio 1908 viene respinta la mozione Bissolati con 347 voti contrari e soli 60 voti a favore: viene respinto anche l’emendamento Moschini. A questo punto il 4 Marzo 1908   si riunisce la Giunta dell’Ordine per esaminare il comportamento elettorale dei fratelli deputati che avevano votato contro le indicazioni del Gran Maestro Ferrari. In un primo tempo sembra prevalere una linea più tollerante con lo stesso Ferrari in dubbio se perseguire massonicamente, o meno, i fratelli che non avevano obbedito. Invece il 06 Marzo 1908 con un improvviso mutamento di rotta, in una nuova riunione della Giunta dell’Ordine il Grande Oratore viene invitato a presentare formale accusa contro i fratelli deputati che avevano votato contro l’emendamento Moschini e si chiede al Gran Maestro di applicare l’art. 127 che comporta, per gli accusati, l’espulsione dalla Massoneria. Le decisioni della Giunta vengono inviate a Saverio Fera, pastore protestante e Luogotenente Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato pro tempore e facente funzioni del dimissionario Achille Ballori (1906). Il Sovrano Gran Commendatore “in pectore” del Rito Scozzese Antico e Accettato, prende una forte posizione contro la politicizzazione forzata dell’obbedienza voluta da Ferrari e pone il veto formale contro la proposta di censura. Sul punto si richiama M. MORAMARCO, (Piazza del Gesù (1944-1968) Documenti rari e inediti della tradizione massonica italiana, Reggio Emilia 1992, p. 2) per il quale “La crisi del 1908 fu sacrosanta da un punto di vista tradizionalista … si doveva affermare, e proprio da parte di un pastore evangelico fortemente antiromano come S. Fera la giovannea libertà dello spirito contro le incursioni della politica di fazione, peraltro rifiutate dal costume italiano post risorgimentale”. Il 24 Giugno 1908 in un clima di forte tensioni per le diverse posizioni delle due anime (Ordine e Rito) dell’Obbedienza, viene convocato il Supremo Consiglio che, tuttavia, a causa dei contrasti tra Fera, Nathan e Ballori, i quali sollevano eccezioni formali sulla convocazione, e’ prima rinviato al pomeriggio e, quindi, a data da destinarsi. Nel frattempo la minoranza contraria a Fera si riunisce illegalmente e elegge il nuovo Sovrano Gran Commendatore nella figura di Achille Ballori. Il 26 Giugno 1908 a seguito dell’elezione illegale di Achille Ballori, Saverio Fera dichiara risolte le costituzioni del 1906 e sciolto il Grande Oriente d’Italia (Decreto n.107). Il 13 Luglio 1908  il Gran Maestro del GOI, Ettore Ferrari, espelle Fera e tutti i massoni a lui vicini del Supremo Consiglio e, in risposta, l’8 Luglio 1908  Fera emana da Firenze un decreto con il quale dichiara irregolare la formazione di Ferrari-Ballori rivendicando la autentica tradizione iniziatica in capo al proprio Supremo Consiglio. A seguito dello scioglimento delle Costituzioni del 1906 il Grande Oriente risulta, pertanto, delegittimato e Fera prende a lavorare per la costituzione di un “Ordine” che dovrà costituire la base per la nuova Obbedienza. La legittimità del Supremo Consiglio presieduto da Fera viene, peraltro, confermata dal Pot.·.Fr.·. Alfonso de Paepe, 33, Gran Segretario del Supremo Consiglio del Belgio, inviato appositamente per verificare quale Supremo Consiglio fosse quello legittimo. La legittimità del Supremo Consiglio di Fera viene trasmessa a tutti i Supremi Consigli della Confederazione Universale. Il 25 Giugno 1909 sono convocati a Roma tutti i MM.·. VV.·. ed i Saggissimi dei Capitoli per discutere della costituzione della Gran Loggia d’Italia per i gradi simbolici e, quindi, procedere alla costituzione del relativo Grande Oriente. Nel Novembre del 1909  il Supremo Consiglio di Fera, forte di una importante adesione di iscritti (si parla già di 104 corpi massonici di cui 57 Logge – balaustra del S.·.G.·.C.·. del 14 Maggio 1909 E.·.V.·.– mentre altre fonti indicano 3000 fratelli e 55 logge), sviluppa la propria attività in ambito internazionale ottenendo riconoscimenti o garanti di amicizia delle più importanti Obbedienze del mondo. il 27 Dicembre 1909  la commissione incaricata dello studio della costituzione della Gran Loggia d’Italia presenta il proprio lavoro e le proprie conclusioni alla Grande Assemblea ed il 21 Marzo 1910 i rappresentanti delle Logge e del Rito si incontrano a Roma su adunanza del Supremo Consiglio per la costituzione del nuovo Grande Oriente, la nomina degli Ufficiali e Dignitari della Gran Loggia Simbolica e della Gran Loggia di Amministrazione: a seguito delle votazioni nasce la Serenissima Gran Loggia d’Italia. Nel 1912 – la nuova realtà latomista, già indicata come “regolare” dal Pot.·. Fr.·. Alfonso de Paepe nel 1908 (vedi sopra) viene riconosciuta da cinquantasei potenze massoniche di Rito Scozzese: il riconoscimento internazionale determina una accesa reazione del Grande Oriente “irregolare” alla quale Fera risponde con una singola balaustra indirizzata alle potenze straniere: questa balaustra è conservata negli archivi del Grande Oriente di Francia. Nel  1913  continua la direzione di Fera al Supremo Consiglio: in questo anno si da atto della buona crescita dell’Obbedienza che ormai conta oltre 4500 fratelli in 85 Officine.

Come ha avuto modo di affermare lo storico e giornalista Paolo Mieli in una recente  Lectio Magistralis  al Teatro Piccolo Eliseo di Roma (24 novembre 2017), “…nel 1909 c’è stata una scissione proprio per gli eccessi di compromissione con la politica. Fu una scissione importante, una scelta etica, come se chi volle questa divisione capisse, con un anticipo di 100 anni, cose che sarebbero potute avvenire dopo”  .

Si suggerisce, per la qualità, equidistanza e lucidità dell’intervento,  la visione della Lectio Magistralis dalla quale è stata tratta la frase sopra riportata.